In questa quaresima pubblicheremo alcuni dei quadri della Via Crucis. Per la storia completa click qui
Per Domenica 15 Marzo 2026
IV DI QUARESIMA “ A “ (Gv.9,1-38b) “ CIECO NATO”
La quarta domenica di Quaresima è detta del “ cieco nato “. L’obiettivo da raggiungere è la visione del volto di Dio. Il vero volto di Dio. Cercare di vedere questo volto è il cammino non solo quaresimale di ciascuno. Il tracciato passa attraverso la purificazione della nostra fede con la domanda che gli apostoli rivolgono a Gesù: “chi ha peccato lui o i suoi genitori perché sia nato cieco?” Chi è dunque il Dio in cui crediamo? Quello che ci punisce per i nostri peccati? Questo Dio non ci piace. Non piace neanche a Gesù che ci invita a riflettere attraverso questo miracolo.
Come vedere il vero volto di Dio? Lasciarsi guardare da Gesù. Lasciare che Lui veda le nostre
fragilità, i nostri peccati. Non dobbiamo sentirci giudicati da Dio perché fragili e peccatori.
Affidiamoci alla sua misericordia, al suo sguardo d’amore nei nostri confronti. Quel cieco si è
lasciato guardare così da Gesù, senza nascondere la sua realtà di debolezza e fragilità. Non si è preoccupato neanche dei giudizi della gente: presunti amici, sapienti del tempo, perfino dei
parenti.
Quando senti che Qualcuno ti vuole veramente bene ti affidi e ti lasci guidare. La seconda parola importante è lasciarsi guidare da Gesù. Questi lo invita ad andare a lavarsi, purificarsi. Ci va e tutto cambia. Avrà capito perché Gesù lo inviava alla piscina? Non sappiamo. Ha accettato di fidarsi, di lasciarsi guidare. Avere Gesù come guida significa rendersi conto che la propria vita non è più come prima. Cambia il modo di vedere le relazioni con tutti. Bisogna saper affrontare i giudizi e i pregiudizi di chi non ci capisce e non vuole accettare la nostra conversione.
Cosa troveremo alla fine del cammino? Il vero volto di Dio. Forse vale la pena di affidarci a questo Gesù.
In settimana:
mercoledì 11: ore 15,00 pomeriggio di riflessione per la terza età presso le suore canossiane
ore 21,00 incontro per gli adolescenti della comunità pastorale con don Andrea Swich
giovedì 12: ore 08,30 celebra don Maurizio
venerdì 13: ore 17,00 Via Crucis per i ragazzi
ore 18,30 Via Crucis per gli adulti
ore 21,00 presso il TeatrOreno quaresimale su S. Francesco a cura di Fra’ SergioPesenti
ore 21,00 incontro dei preadolescenti della comunità pastorale con don Andrea Swich
domenica 15: ore 11,00 S. Messa celebrata da don Maurizio
si terrà la raccolta quaresimale di carità per le opere francescane di Terra Santa
Don Giuseppe
In questa quaresima pubblicheremo alcuni dei quadri della Via Crucis. Per la storia completa click qui
Per Domenica 8 Marzo 2026
III DI QUARESIMA “A” (Gv 8,31-59) ABRAMO
Il Vangelo della prossima domenica ci propone l’accesa discussione tra Gesù e quei giudici che avevano creduto in Lui. Cosa significa credere? Per quei giudici? E per noi?
Gesù propone come esempio di fede la persona di Abramo. Questi ha creduto nella parola di Dio ed è diventato capostipite del popolo ebraico. Non basta appellarsi ad Abramo per essere dei buoni credenti. Non è l’appartenenza ad un gruppo che ci rende salvi o dannati.
La salvezza sta nella fede in Dio. Conoscere veramente Gesù tramite la fede è il compito del
cristiano in questo tempo di Quaresima. Non conoscerlo o pensare di conoscerlo per sentito dire significa essere bugiardi e figli del diavolo, cioè mentitori riguardo alla verità.
Siamo chiamati a cercare la Verità per essere liberi. Riconosciamo a Gesù l’autorità che gli deriva dalla Parola che annuncia. Solo così possiamo far parte del popolo eletto scelto da Jahvè (Es.34,1-10). Egli ci ha dato i comandamenti come clausole di Alleanza. Dio si impegna con noi e per noi. Aspetta la nostra risposta.
Paolo scrivendo ai Galati (3,6-14) dice che dobbiamo imparare a vivere come Abramo, nella fiducia in Dio. L’alternativa è una fede esteriore costruita esclusivamente su cose da fare. Manca l’anima con cui viverle. E’ un brano impegnativo quello evangelico della prossima domenica. Non dobbiamo correre il rischio di diventare come quei giudici che dicevano di credere.
La loro fede non era in Gesù, Figlio di Dio ma nel fatto di essere parte del popolo eletto, come se questa appartenenza desse salvezza senza fare niente per Dio. Non corriamo il rischio di dirci credenti a parole ma poi nei fatti voler uccidere Gesù lapidandolo.
In settimana :
venerdì 06: ore 21,00 presso il TeatrOreno il Quaresimale sulla Sindone
sabato 07: ore 10,00 incontro post-battesimo
ore 14,30 presso l’oratorio di Burago ritiro spirituale promosso dall’Azione Cattolica
Don Giuseppe
Per Domenica 1 Marzo 2026
La prossima domenica la liturgia ci propone il Vangelo della samaritana. La conosciamo bene. La si legge tutti gli anni in questo periodo. Cosa vogliamo sottolineare di questo brano? Anzitutto l’ansia missionaria di Gesù. Vuole incontrare tutti. Non si tira indietro davanti a nessuno. Il suo scopo è la salvezza dell’anima della persona. In questa occasione è la donna samaritana. Quali passaggi ci vengono proposti? Il pozzo, visto come luogo d’incontro, di vita quotidiana. La nostra testimonianza passa dalla vita quotidiana e dai suoi incontri. Non è selettiva ma occasione di relazioni che possono diventare profonde.
Gesù ha sete, non solo di acqua, della salvezza di questa donna. Lui vuole donarle parole di vita, di conversione (cfrDt 6,4a; 11,18-28). E’ ciò che ci dice la prima lettura.
Chiediamo a Gesù che ci dice queste parole di salvezza e ci doni un animo disponibile all’ascolto.
Un aspetto su cui riflettere è la vita affettiva e di amicizia. Questa donna aveva una vita travagliata. Non sapeva decidere il suo bene. Era in attesa dell’uomo giusto che però non sapeva cercare.
Gesù le apre il cuore alla verità. Così è importante anche la visione della fede. Dove pregare?
Gesù ci chiede di riflettere su come pregare. E’ l’atteggiamento interiore che ci mette veramente in rapporto con Dio non tanto le pratiche esteriori. Vivendo queste caratteristiche si diventa missionari, testimoni credibili di Gesù. La donna convertita converte e diventa missionaria.
Impariamo anche noi a costruire relazioni vere con Dio e i fratelli che incontriamo ogni giorno al pozzo della vita.
In settimana:
martedì 24: ore 08:00 messa poi lodi
ore 19,15 partenza da P.le Martiri per Lissone per vivere la Via Crucis di zona con l’arcivescovo Mario Delpini
venerdì 27: magro e digiuno
ore 17,00 Via Crucis per i ragazzi
ore 18,30 Via Crucis adulti
domenica 01: Sul sagrato è presente l’associazione “Scarp de tenis”
ore 16:00 a Ruginello: elevazione spirituale artistica
Per prepararci a celebrare la Pasqua di Resurrezione del Signore
- seguire il Kaire del vescovo su radio Marconi alle 20.20, sul canale www.chiesadimilano.it o Telenova
- leggere la parola di ogni giorno, i sussidi sono disponibili in sacrestia
- gesto di carità quaresimale: aiuto alle opere francescane di Terra Santa, nell’anno francescano
- ogni mattina prima della messa la recita delle lodi
- magro e digiuno in tutte le sue forme di penitenza
Don Giuseppe
Per Domenica 22 febbraio 2026
I QUARESIMA “ A “ (Mt.4,1-11)
Domenica prossima inizieremo il tempo della Quaresima. Viene chiamato tempo forte. E’ un invito alla conversione del cuore e della vita; della riscoperta del perdono, della misericordia divina, di preparazione alla Pasqua, il più grande gesto di amore e perdono della storia.
La lettera ai Corinzi (2Cor.5,18-6,2) ci dice che questo è il tempo favorevole per riconciliarci con Dio. Guardiamo a Lui e al suo dono d’amore. Quale spirito ci chiede questo tempo? Lo ricorda molto bene Papa Leone nel suo messaggio per la Quaresima. Ci propone due atteggiamenti che troviamo anche nella parola di Dio di domenica.
Il primo è sottolineato dal profeta Isaia (58,4b-12b) ed è il digiuno. Il profeta ci dice che non basta il digiuno della bocca o del cibo, anche, ma non può ridursi a questo il cammino di conversione quaresimale. Non è la privazione di dolci, ad esempio, che ci prepara alla Pasqua ma perché vogliamo fare questo. Isaia e Papa Leone insistono sulla riscoperta delle opere di misericordia, sia quelle spirituali, sia quelle materiali. L’invito è quello di riscoprire la carità, la giustizia, la solidarietà, il perdono. Pensiamoci!
Il secondo atteggiamento che il Papa ci propone è bene espresso dal Vangelo. Le tentazioni di Gesù ci chiedono di metterci in ascolto della parola di Dio. Non facciamogli dire quello che ci piace o ci interessa ma prestiamogli ascolto per quello che ci chiede. Le tentazioni le avremo, sono umane, anche Gesù le ha sperimentate. La riscoperta del digiuno, del silenzio, della preghiera, dell’ascolto della parola di Dio ci aiuteranno a superarle. Impegniamoci in questo cammino.
In settimana :
mercoledì 18: ore 21,00 presso l’ospedale di Vimercate sulla cura della vita
giovedì 19: ore 21,00 adorazione serale guidata
sabato 21: ore 18,00 inizio Quaresima con messa solenne e imposizione delle Ceneri
domenica 22: dopo le S. Messe delle ore 09,00 e 11,00 imposizioni delle Ceneri
lunedì 23: ore 08,15 recita delle lodi
Don Giuseppe
Per Domenica 15 febbraio 2026
ULTIMA DOPO L’EPIFANIA “ A “ (Lc.15,11-32) “DEL PERDONO”
L’ultima domenica prima del cammino quaresimale è detta “del perdono”. Un tema che ci introduce nel tempo forte della conversione del cuore e della ritrovata gioia per la misericordia divina culminante con la Pasqua di Gesù. Vediamo la parola di Dio cosa ci suggerisce in queste pagine molto belle.
Il profeta Osea (1,2,7-22) usa l’immagine di sua moglie adultera per parlare dell’infedeltà del popolo di Israele a Dio. Si parla del peccato. Il peccato ci viene presentato come un seguire i propri desideri, attese, speranze lontano da Dio. Il peccato è voler decidere da soli del proprio benessere, senza regole o insegnamenti divini.
La vicenda delle origini con Adamo ed Eva e la loro superbia insegnano. Osea dice anche che Dio metterà da parte il peccato del popolo e ritornerà ad amarlo. Gli darà tutti i beni necessari alla sua vita spirituale. Colpisce il pensiero della donna. Si pente delle sue azioni. Capisce che lontano dal marito (Dio) si sta peggio.
Così ritorna. L’auspicio di Osea era che anche il popolo ritornasse a Dio.
Tutto questo è espresso molto bene nella famosa parola evangelica del figliol prodigo e del padre misericordioso. Vediamo alcuni spunti importanti dell’episodio.
C’è un padre che ha due figli. Questi però a modo loro, non conoscono il padre e hanno forte il desiderio di vivere la vita a modo loro. Il più giovane vuole andare lontano. Pensa che con le sue capacità potrà costruirsi una bella vita. Ma senza un orientamento sicuro le doti vengono bruciate.
Si trova ad essere povero e a custodire i maiali per sopravvivere. Qui però scatta la riflessione e il pentimento. “Ritornerò da mio padre e gli chiederò perdono” e si mise in cammino. Trova un padre che da sempre lo aspettava ed ora gli prepara una grande festa per il figlio “morto e ritrovato”.
Il figlio maggiore è a lavorare nei campi e non vuole entrare alla festa. Non capisce la misericordia amorosa del padre verso il fratello più piccolo. Si può stare vicini a Dio e non conoscerlo. Il padre lo supplica di partecipare alla festa del perdono. Cosa avranno fatto i due figli nella loro vita, dopo questa festa, non lo sappiamo. Il futuro è nelle loro decisioni. Così è anche per noi. Dopo il pentimento il futuro spirituale della nostra vita dipende da noi.
In settimana :
martedì 10: ore 21,00 Lectio Divina a Ruginello
mercoledì 11: Giornata del malato e ricordo della Madonna di Lourdes
ore 15,30 catechesi della terza età in via Mazzini
giovedì 12: ore 08,30 durante la S. Messa sarà presente don Maurizio
ore 21,00 Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale
domenica 15: Giornata della vita per noi di S. Maurizio
ore 11,00 S. Messa e consegna della legge dell’amore ai ragazzi di V elementare
Don Giuseppe
Per Domenica 8 febbraio 2026
PENULTIMA DOPO L’EPIFANIA “ A “ (Gv.8,1-11)
Domenica della divina clemenza
Si avvicina il grande tempo della Quaresima e la liturgia ci prepara con la riflessione sul perdono e la misericordia divina. Ciò ci dona grande speranza e fiducia. Dio non ci abbandona ai nostri peccati, ci vuole bene e ci vuole aiutare.
Il profeta Baruc (1,15a; 2,9-15a) parla molto di misericordia divina ad un popolo andato in esilio, scoraggiato e che riconosce la causa di tutto questo nei peccati commessi verso Dio. Questi lo hanno reso duro di cuore verso Jahvè ma anche verso il prossimo. Nonostante questo Dio aiuterà ancora il popolo. E’ il Vangelo di Giovanni che ci aiuta a capire quanto è grande la misericordia divina.
L’episodio della donna adultera ci fa riflettere su questo: tutti i peccati, anche se grandi, possono essere perdonati da Dio. Lui ci ama sempre. Ci chiede di pentirci e di avere fiducia in Lui, come la donna del Vangelo. Ci invita a non giudicare gli altri come se noi fossimo perfetti e gli altri tutti peccatori, ingiusti, cattivi. Ricordiamoci che anche noi siamo bisognosi di perdono. Sono molti, al riguardo, i brani evangelici che ci ricordano di non essere giudici cattivi del prossimo.
Interessante è il momento in cui Gesù scrive per terra. Cosa avrà scritto? Forse i peccati della donna, dei suoi accusatori, forse parole di misericordia e perdono. Chissà! Da questo gesto nasce il perdono per la donna. Questo vale anche per noi. La confessione ci dona il suo perdono. Davanti al nostro pentimento il cuore di Dio si commuove.
Non trascuriamo poi il fatto che Gesù colloca l’episodio nel Tempio. Nella Chiesa Dio perdona, non giudica, ama l’uomo.
Don Giuseppe
In settimana :
giovedì 05: Festa di S. Agata
ore 09,00 adorazione silenziosa
sabato 07: ore 18,00 messa e preghiera per le donne
domenica 08: ore 11,00 durante la messa ricorderemo gli anniversari di matrimonio
consegna del Padre Nostro ai ragazzi di catechismo. Sul sagrato sarà presente l’associazione “vivere aiutando a vivere”
Don Giuseppe
Per Domenica 1 febbraio 2026
IV DOPO L’EPIFANIA “ A “ (Mt. 8,23-27 )
Il tempo delle Epifanie di Gesù continua anche nella prossima domenica. Gesù manifesta la sua divinità comandando alle forze della natura, da Lui creata, e queste gli obbediscono.
La parola di Dio ci fa giungere a questa Epifania partendo da lontano.
Il libro del Siracide (43,23-33a) ci parla di Dio creatore. La sua opera è per noi misteriosa e affascinante. Non capiamo tutto delle leggi della natura ma ne restiamo affascinati sia per la varietà delle specie animali sia per la varietà di piante e fiori e poi i paesaggi che possiamo ammirare. Tutto ci parla della grandezza di Dio che li ha creati.
Il Vangelo di Matteo ci racconta l’episodio della tempesta sedata da Gesù. Cosa possiamo notare al di là della sua potenza divina capace di calmare la tempesta? Abbiamo bisogno della presenza di Gesù per affrontare le tempeste della vita. Non è una frase fatta. Ci dice che Gesù è sempre al nostro fianco. A noi può sembrare addormentato, lontano dalla nostra vita e dai nostri problemi.
Lui c’è e interviene quando lo ritiene opportuno per il nostro cammino umano e spirituale. Per sentire e chiedere la presenza divina ci vuole fede. Gesù rimprovera i suoi discepoli perché ne hanno poca. Non sanno come rivolgersi a Lui e che cosa chiedergli come bene importante.
Se guardiamo le opere della creazione, le opere della natura, gli animali, gli uomini, non possiamo che rimanere ammirati e vedere la grandezza di Dio.
Senza la fede si rischia di rimanere schiacciati dalle fatiche della vita. Si rischia la disperazione. Impariamo a cogliere la sua presenza nella nostra vita quotidiana.
Un pensiero anche alla nostra festa in onore del beato card. Ferrari. E’ un’occasione per ritrovarci come comunità sia attorno all’Eucaristia sia nel condividere un aperitivo insieme. Anche questa è un’occasione da cogliere.
In settimana :
sabato 31 gennaio:
vendita torte di latte proposta dal gruppo missionario, fino ad esaurimento delle quantità disponibili.
domenica 1 febbraio:
Festa Cardinal Ferrari
ore 10.30 S. Messa della comunità (unica celebrazione), seguirà rinfresco di fraternità per tutti.
l'associazione “scarp de tenis” propone la vendita della sua rivista.
anniversari di matrimonio (1 – 5 – 10 – 15 …): sono aperte le iscrizioni per la celebrazione di domenica 08/02 alle ore 11:00.
vendita torte di latte: continua la proposta dal gruppo missionario in caso di disponibilità
lunedì 2:
Festa Candelora
ore 8.30 Messa e processione con le candele benedette.
ore 21.00 inizia corso fidanzati.
martedì 3:
Festa di S.Biagio
ore 8.30 benedizione della gola e distribuzione del panettone di S. Biagio
sabato 7:
ore 18:00 Messa in onore di S. Agata, seguirà in locanda cena e festa per sole donne
Don Giuseppe
Per Domenica 25 gennaio 2026
III DOPO L’EPIFANIA “ A “ (Lc. 9,10b-17)
Continua il tempo dell’Epifania cioè della manifestazione di Gesù come Messia. La prossima domenica ci racconta il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Cosa ci dice questo miracolo? Che Gesù ci vuole bene al punto tale da donarci il cibo. Questo sostiene la nostra vita terrena. Gesù vuole che nessuno sia affamato e bisognoso nel corpo. Il miracolo rimanda anche al cibo eucaristico. Esso sfama la nostra fame spirituale. Abbiamo bisogno di questo cibo spirituale come di quello materiale. L’Eucaristia è il regalo di Dio all’uomo affamato di vita, di senso, di valore.
Nel Vangelo Gesù compie il miracolo con l’aiuto degli apostoli. Gesù vuole che la testimonianza del valore dell’Eucaristia passi da noi. Noi dobbiamo far capire come la generosità di Gesù passa attraverso la nostra generosità. La carità, il perdono, il dialogo, la solidarietà sono il modo attraverso il quale noi viviamo l’Eucaristia. E la gente ci vede.
Anche le altre letture approfondiscono questo tema. Il libro dell’Esodo (16,2-7a . 13b-18) ci racconta l’episodio della manna. E’ il cibo regalato da Dio al popolo affamato. Il popolo, che sta camminando verso la libertà, ha fame e rimpiange la schiavitù perché garantiva il cibo. Nel deserto si fa fatica a procurarlo. Liberarci dalla schiavitù materiale e spirituale è sempre difficile, richiede pazienza, fiducia, perseveranza anche quando le situazioni di vita sembrano andare contro la fiducia in Dio.
All’inizio del brano ci viene raccontato che il popolo mormorava sia contro Dio che contro Mosè e Aronne. La mormorazione è una caratteristica della vita umana, anche di quella cristiana. Non va mai bene niente, perché fare fatica, perché gli altri non fanno quello che penso io…
Il dono di Dio ci aiuta ad affrontare le prove e a superare le mormorazioni. Se ben capita e vissuta l’Eucaristia è questa medicina per guarire dalle nostre scontentezze, disagi, fatiche.
Ripensiamo al valore dell’Eucaristia per la nostra vita.
La II lettura dai Corinzi (2Cor.8,7-15) ci parla del valore della carità. L’aiuto del prossimo sia materiale che spirituale è un dovere per il cristiano, soprattutto per chi celebra ogni settimana l’Eucaristia. Pensiamo a tutto questo nei prossimi giorni.
In settimana :
giovedì 22:
ore 21,00 adorazione guidata sul tema dell’ecumenismo
venerdì 23:
ore 21.00 al TeatrOreno incontro sul rapporto tra cristianesimo ed ebraismo; guida la riflessione il biblista don Massimiliano Scandroglio
sabato 24:
ore 19.30 pizzoccherata organizzata dal gruppo ado aperta a tutti, previa iscrizione in segreteria entro mercoledi 21
ore 21.00 all’oratorio di Burago incontro sul tema della famiglia
domenica 25
Festa della famiglia. Sarà disponibile fuori dalla chiesa un banco di libri a tema famiglia
ore 14,30 don Roberto Valeri al Cristo Re terrà un incontro sul tema della famiglia
corso fidanzati: continuano le iscrizioni
pellegrinaggio a Fatima: ultima domenica per le iscrizioni
Don Giuseppe
Per Domenica 18 gennaio 2026
II DOMENICA DOPO L'EPIFANIA "A" (Gv.2,1-11)
Iniziamo, con la prossima domenica, il tempo dopo l’Epifania.
E’ questa, un’occasione che la liturgia ci offre per riflettere sul tema delle manifestazioni di Gesù. Chi è questo Gesù nato per noi? Come ci dimostra la sua divinità, la sua autorevolezza? Ecco i vangeli delle prossime domeniche.
Il primo che incontriamo è l’episodio famoso delle nozze di Cana. Gesù compie il primo miracolo e manifesta la sua potenza divina.
Cosa ci dice questo Vangelo? Tante cose. Accenniamone alcune.
Il contesto delle nozze ci invita a riflettere sul valore della famiglia che Gesù gli attribuisce sia partecipando alla festa, sia aiutando la coppia in difficoltà. Ogni famiglia riscopre la grazia del sacramento del matrimonio. Qui Gesù agisce. Questo contesto ci parla di un banchetto e il riferimento all’ Eucaristia è chiaro. Nella Cena del Signore Lui è presente per donarci la sua presenza e le grazie necessarie alla nostra vita di fede.
Riscopriamo il valore della messa. Non deve essere una delle tante possibilità che la domenica ci offre, ma la base su cui costruire il giorno del Signore. Il vino buono e abbondante richiama la figura di Gesù donato a noi nel suo Corpo e Sangue nella sua Parola. Non manchi nella nostra vita questo vino, che è Gesù. Usufruiamo di tutti gli aiuti che Lui ci offre per venirci in aiuto.
L’acqua che diventa vino simboleggia la nostra umanità. Gesù la fa diventare mezzo per entrare in relazione con noi. Il Natale appena passato ci ha detto che Gesù ha voluto assumere la nostra umanità. Essa è nobilitata dalla sua grazia.
La figura di Maria, colei che intercede per gli sposi ci ricorda le figure che nella nostra vita cristiana ci hanno aiutato e ci aiutano ad arrivare a Gesù. Maria ci porta a suo Figlio e vuole che da Lui impariamo a crescere nella fede.
La conclusione del brano ci dice che questo fu il primo segno compiuto da Gesù. Se abbiamo fiducia in Lui altri segni potranno accadere a noi.
In settimana :
martedì 13: ore 21,00 nella chiesa del Beato card. Ferrari ci sarà la “Lectio Divina”
mercoledì 14: ore 15,30 presso il centro di via Mazzini riprende la catechesi per la terza età
sabato 17: giornata di approfondimento e conoscenza dell’ebraismo
ore 10,00 incontro post-battesimo
ore 15,00 1^ confessione per i ragazzi che riceveranno a maggio la 1^ Comunione
domenica 18: giornata della Parola. Inizia la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Durante le messe ci saranno le risonanze dei fedeli
ore 16,00 incontro chierichetti
Il Gruppo Missionario organizza la vendita di torte in occasione della festa di S. Antonio
NB: sono ancora aperte le iscrizioni per il pellegrinaggio a Fatima
Don Giuseppe